Per un nuovo comunismo italiano.
Cari Co.Pro. (Compagni Probiviri, che avete capito?), ho letto il primo pappaestate (ho trovato Liberazione pure a Ginostra, nonostante la popolazione totale oscilli tra i 20 e i 30 abitanti!) e mi son detto: “ma guarda come siamo bravi noi di sinistra, ci prendiamo allegramente in giro da soli e non ci offendiamo”. E allora mi è venuto in mente di buttarvi sto pezzo che prende per il c**o il Partito, in maniera forse un po’ acida e cattivella… troppo?
deferentemente vostro, angolosbocco
Il congresso è finito, agosto (il mese borghese per eccellenza) è passato e si apre ora una nuova straordinaria fase per la sinistra italiana: un altro splendido anno in cui prendere mazzate a destra ma soprattutto a manca!
Ma il Soviet Supremo della Rifondata Rifondazione Comunista ha approvato un rivoluzionario manifesto, che sarà il nuovo Capitale, il nuovo Che Fare, il nuovo Tre Metri Sopra Il Cielo del comunismo italiano!
Noi comunisti del XXI secolo siamo dalla parte dei poveri, dei proletari, degli sfruttati. Noi amiamo i poveri perché ci ricordano ciò che ognuno dovrebbe essere. Noi amiamo i proletari perché essi sono il nostro ideale punto d’arrivo: tutti noi sogniamo di diventare un giorno proletari.
La nostra battaglia non sarà da confondere con quella dei compagni venduti al capitale che vogliono lottare per l’aumento dei salari: se guadagni di più ti compri la macchina, vai al mare e poi ti imborghesisci. E se ti imborghesisci non sei più proletario, e diventi un nemico del popolo. Noi ti sosterremo, compagno povero, fino a quando sarai povero, perché noi stiamo con gli ultimi contro i penultimi. Fai un passo avanti e spariamo.
Noi stiamo dalla parte di chi ruba nei supermercati per fame, però non rubare troppo che poi ti passa la fame e tu passi dalla parte dei padroni.
Noi siamo con i precari che non arrivano a fine mese, a patto che a fine mese non ci arrivino davvero. Ci provino e assicuriamo loro che alla fine del mese successivo non ci arrivano di certo.
Noi guardiamo all’inizio e non alla fine, perché le questioni sono di principio, e dopo il principio c’è un altro principio, e a forza di principi abbiamo il sangue blu e la bandiera rossa, stiamo all’opposizione sociale e siamo contenti così, perché così abbiamo più tempo per controllare che i poveri non si arricchiscano.
E se qualche nemico del popolo proverà mai a creare un po’ di welfare, siamo pronti anche a imbracciare il fucile e tornare in montagna.
Il comunismo non è morto e non morirà mai. Esso vivrà fino a quando ci sarà uno sfigato da ammirare e invidiare e che ci faccia sentire in colpa perché non siamo abbastanza sfigati. Tremino le classi dominanti dinnanzi ai comunisti: essi non hanno nulla da perdere tranne ogni possibile elezione. Proletari di tutta Italia, unitevi e impoveritevi!
Con gli ultimi, per gli ultimi, ora e sempre: Viva Honecker!